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NEWS

ECOBONUS: metà per uno

2020-10-15

Ai fini dell'accesso alle detrazioni fiscali è necessario che per ciascun serramento di nuova fornitura venga dichiarata la trasmittanza termica Uw sia inferiore ai valori minimi riportati nel Decreto Requisiti Minimi in vigore dal 6 ottobre scorso.
Tuttavia ENEA chiaisce che il valore della trasmittanza termica Uw può essere detreminato a partire sia dalle dimensioni reali di fornitura del prodotto, sia dalle dimensioni normalizzate col metodo del serramento campione, così come previsto dalla norma armonizzata europea UNI EN 14351-1.


LE DIMENSIONI DEI SERRAMENTI CAMPIONI/NORMALIZZATI SECONDO UNI EN 14351-1

Le dimensioni dei serramenti campione/normalizzati e le regole di estensione dei risultati variano in funzione della superficie (m2) dei serramenti che devono essere rappresentati.

Il serramento normalizzato rappresentativo di FINESTRE su cui eseguire il calcolo di trasmittanza termica può avere le seguenti dimensioni:
- perché sia rappresentativo di finestre con superficie inferiore o uguale a 2,3 m2: 1,23 (±25%) x 1,48 (-25%)
- perché sia rappresentativo di finestre con superficie superiore a 2,3 m2:1,48 (+25%) x 2,18 (±25%)

NOTA 1: Nel caso in cui sia prevista una vetrazione con trasmittanza uguale o inferiore a 1,9 W/m2K i risultati ottenuti su serramento normalizzato di dimensioni 1,23 (±25%) x 1,48 (-25%) si possono estendere a qualsiasi dimensione di finestra.

Il serramento normalizzato rappresentativo di PORTE e PORTEFINESTRE su cui eseguire il calcolo di trasmittanza termica può avere le seguenti dimensioni:
- perché sia rappresentativo di portefinestre con superficie inferiore o uguale a 3,6 m2:1,23 (±25%) x 2,18 (±25%)
- perché sia rappresentativo di portefinestre con superficie superiore a 3,6 m2: 2,00 (±25%) x 2,18 (±25%)

La NOTA 1 non è valida per le portefinestre.


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UNI 11781:2020, la nuova norma tecnica italiana per i prodotti antieffrazione

2020-04-14

Il 2 aprile 2020 è stata pubblicata dall’UNI la norma tutta italiana sulle chiusure tecniche antieffrazione, la UNI 11781:2020 “Porte pedonali, finestre, facciate continue, inferriate e chiusure oscuranti - Resistenza all’effrazione - Istruzioni e raccomandazioni per l’applicazione della UNI EN 1627, UNI EN 1628, UNI EN 1629, UNI EN 1630”.

 

La norma definisce i requisiti di classificazione che consentono di rappresentare in dettaglio le prestazioni dei prodotti oggetti di prove di resistenza all’effrazione e fornisce indicazioni e raccomandazioni per l’esecuzione delle prove di carico statico, carico dinamico e attacco manuale, specificandone le corrispondenti nuove classi di resistenza all’effrazione, utili ai fini di una scelta comparativa del livello di sicurezza dei prodotti.

 

La norma si applica a porte pedonali, finestre, porte finestre e facciate continue, inferriate e chiusure oscuranti. Sono esclusi dal campo di applicazione della norma: porte e cancelli industriali, commerciali e da garage, così come trattati dalla UNI EN 13241, tentativi di manipolazione ed effrazione contro dispositivi di sicurezza elettrici, elettronici o elettromagnetici, tentativi di manipolazione con destrezza contro accessori (serrature, cilindri, ecc.).

 

La UNI 11781 nasce per far fronte al mancato aggiornamento delle norme europee sull’ antieffrazione, troppo datate (la UNI 1627 risale al 2011), che non rispecchiano più l’evoluzione tecnologica delle chiusure tecniche antieffrazione presenti ad oggi nel mercato italiano. Inoltre, è stato rilevato che le lacune contenute nelle norme europee ha generato una discrezionalità di interpretazione da parte dei laboratori di prova che eseguono i test antieffrazione. La norma ha quindi l’obiettivo di fornire ulteriori indicazioni e prescrizioni utili per eseguire i test antieffrazione in modo più oggettivo.

 

La norma, elaborata dal Gruppo di Lavoro UNI/CT 33/GL 12 che ha visto anche la partecipazione di UNICMI (la nostra associazione di categoria), non si pone in contrapposizione alle norme europee UNI EN 1627, 1628, 1629 e 1630, bensì amplia la classificazione già esistente per ricomprendere e valorizzare i prodotti del mercato che ad oggi hanno qualità superiori rispetto a quelle considerate dalle norme europee.

 

Viene così introdotta una nuova classificazione per i prodotti più performanti, tramite l’aggiunta nella classificazione alla tradizionale classe RC prevista dalla UNI EN 1627, la lettera “S”, che indica il livello di prestazione “superiore” garantito dal prodotto, rispetto alla classificazione delle norme europee. Si aggiungono così 6 nuove classi di resistenza all’effrazione, che si uniscono alle altre 6 classi già esistenti: la classe RC4S ad esempio sarà la classe intermedia tra la classe RC4 e RC5.

 

La UNI 11781, rispetto alle esestenti norme europee, rende più stringenti le deformazioni massime ammissibili e specifica ulteriori indicazioni e raccomandazioni da seguire durante le prove. Infine, la norma riporta i prospetti riassuntivi relativi all’interdipendenza tra classi di resistenza all’effrazione e i requisiti della ferramenta impiegata.


Pubblicate le EN per il calcolo statico delle vetrazioni

2020-01-16
Dopo circa 20 anni di bozze, revisioni e final drafts il CEN e poi UNI hanno pubblicato la EN 16612:2019Vetro per edilizia - Determinazione della resistenza delle lastre di vetro ai carichi laterali tramite metodi di calcolo, la quale è il risultato finale della vecchia conoscenza prEN 13474, che ha poi mutato numero.

La UNI EN 16612 è di riferimento per il calcolo della resistenza meccanica a flessione e delle sollecitazioni indottedai carichi agenti in lastre vetrate aventi funzione di tamponamento, ovvero non aventi funzione "strutturale", convincolo lineare continuo (sono escluse le vetrazioni a fissaggio puntuale che invece sono coperte dalla UNI 11463).
Restano quindi esclusi dal suo campo di applicazione ad esempio pilastri e travi vetrati, pinne in vetro con funzioneportante, piani di calpestio, per i quali è di riferimento la CNR DT 210-2013.
Vengono invece inclusi i tamponamenti vetrati di facciate continue, serramenti e parapetti.La norma si applica a lastre soggette a carichi ortogonali rispetto al piano del vetro quali ad esempio il vento, neve, pesoproprio, carico antropico e pressione isocora (carico climatico) di vetrate isolanti.

Nel 2012 la norma è stata preceduta in Italia da una UNI; la UNI 11463 era nata infatti per colmare il vuoto normativo nel panorama europeo di norme tecniche per la determinazione della capacità portante di lastre in vetro, derivante dal continuo procrastinare la pubblicazione ufficiale della prEN 16612 (ex prEN 13474) che rappresenta ora un documento europeo per il calcolo delle vetrate per facciate.

Entrambe le norme, italiana ed europea, propongono il superamento del metodo di Timoshenko a favore dell'approccio agli stati limite, utilizzando fattori di sicurezza e di combinazione delle azioni, oltre che di parzializzazione dei materiali.
Le norme mostrano un calcolo algebrico per considerare sia le vetrate isolanti, sia i vetri stratificati. A questo proposito viene in assistenza la EN 16613 Vetro per edilizia - Vetro stratificato e vetro stratificato di sicurezza - Determinazione delle proprietà meccaniche del'intercalare , che riporta i valori omega da considerare nel calcolo di trasferimento dello sfrozo tra lastre stratificate a mezzo di uno specifico intercalare.

Per entrare nello specifico dei contenuti della norma UNI EN 16612, si veda il documento allegato, prodotto dalla associazione di categoria UNICMI.

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